Ci ha lasciato Giorgio Binda, canottiere appassionato, Giudice Arbitro attento e rigoroso

COMO, 03 febbraio 2016 - E' venuto a mancare il Giudice Arbitro onorario Giorgio Binda, un grande appassionato del canottaggio, e pure del suo lago sul quale anche in anni recenti non aveva mancato di vogare per personale diletto, promuovendone anche periodici giri turistici a remi. Era stato uno dei primi atleti della Canottieri Lario, di cui era il socio più anziano, premiato col distintivo d'oro. La sua attenzione al canottaggio, dopo un certo periodo di impegno agonistico, era basata sull'amore per la voga, così da basare nella darsena sotto casa, a Urio, uno splendido skiff col quale incrociava gli altri canottieri. E tra le curiosità che suscitava la sua passione per la voga era la scesa al pontile con la barca a spalla indossando calzettoni di lana camminando con i tipici zoccoloni di legno alla olandese. 

Amava quanto di più tradizionale esprimesse lo sport remiero lariano e c'è chi lo ricorda anche in voga col “Batèl”, imbarcazione generalmente conosciuta come “Lucia”. Ed era talmente aperto ad ogni espressione che valorizzasse lo sport remiero e pur essendo tra i più vecchi soci della Lario, per la quale vogava uno dei figli, nel tempo fu anche socio della Canottieri Moltrasio (per 4 anni anche consigliere) per la quale vogava l'altro figlio. E per la Lario, da lui definita ad un amico “la mia seconda mamma”, partecipò ad importanti regate master sia in Italia che all'estero, ritrovandosi in più edizioni tra i protagonisti della Vogalonga di Venezia. E ne fu anche attento “suggeritore” di impegni remieri: negli anni settanta per il suo lavoro soggiornò a Londra, dove frequentava uno dei numerosi Club remieri sul Tamigi. E da qui un suggerimento alla Lario, che nel 1978 fu il primo Club italiano a partecipare con un “otto” alla “Head of the River Race”, regata che annualmente segue di una settimana la tradizionale sfida Oxford-Cambridge, partecipazione ripetuta dal sodalizio lariano anche l'anno successivo assieme all'armo della Cerea.

Negli anni proseguì con la sua attenzione allo sport remiero dedicandosi all'attività di Giudice Arbitro (aspirante dal 1969, effettivo dal 1971, ed in seguito per termini di età rimase nei ruoli federali come Giudice Arbitro onorario). Nel periodo il suo impegno fu attento, meticoloso, in certe occasioni anche rigoroso nel fare rispettare le regole di regata e nel 1994 per i suoi meriti fu proclamato dalla Federazione Italiana Canottaggio “Giudice Arbitro dell'anno”. Anche se la sua severità nell'applicare i regolamenti poteva dispiacere a chi era incorso nell'infrazione, dispiaceva di riflesso anche a lui, perché sostanzialmente era di animo buono. E il rispetto delle regole che richiedeva era bilanciato dalla sua attenzione al prossimo: era infatti uomo di cuore, attento ai problemi degli altri, tanto che in privato operava anche nell'Opera della San Vincenzo. 

Il rito funebre è fissato alle ore 14 di mercoledì 3 febbraio alla Chiesa Parrocchiale di Urio.

Ferruccio Calegari


Alla famiglia Binda le condoglianze del Presidente Enzo Molteni e di tutto il consiglio direttivo.